Osservazioni meteorologiche fatte alla Specola R. di Napoli da C. Brioschi
Carlo Brioschi
Napoli, gennaio 1830
Manoscritto
Crediti: INAF-Osservatorio Astronomico di Capodimonte
Carlo Brioschi
Napoli, gennaio 1830
Manoscritto
Crediti: INAF-Osservatorio Astronomico di Capodimonte
Carlo Brioschi (1781-1833), primo direttore della Specola astronomica di Capodimonte, avviò sin dal suo arrivo a Napoli
una sistematica attività di osservazioni. La tabella manoscritta relativa a gennaio 1830 fa parte di un faldone
recentemente rinvenuto nell’Archivio di deposito dell’Osservatorio che raccoglie anche le rilevazioni pluviometriche del
1832-1833 e le tabelle di osservazioni relative al periodo 1848-1851, assenti negli Annali civili del Regno delle Due
Sicilie. Questa scoperta riveste particolare interesse per la storia delle rilevazioni meteorologiche a Capodimonte, in
quanto colma lacune documentarie significative e offre nuovi elementi per una revisione più accurata delle pubblicazioni
ottocentesche e novecentesche sulla climatologia napoletana.
Secondo le fonti bibliografiche, Brioschi iniziò le osservazioni meteorologiche nel 1821, pubblicando i risultati
mensili, ossia gli estratti privi delle tabelle dei dati giornalieri, nel Calendario della Reale Specola di Napoli tra
il 1821 e il 1832. In realtà, già dalla sera della prima osservazione astronomica fatta a Capodimonte il 17 dicembre
1819, Brioschi annotava nei suoi diari i valori di temperatura e pressione.
Ma l’interesse nella capitale partenopea per lo studio dei fenomeni atmosferici e delle variazioni climatiche ha radici
più antiche. Tra i primi protagonisti si ricorda Niccolò Cirillo (1671-1735), medico presso l’Ospedale degli Incurabili,
che coltivò interessi naturalistici con particolare attenzione alla botanica e alla meteorologia. Approfondì le sue
conoscenze leggendo le più importanti riviste scientifiche dell’epoca, come le Philosophical transactions, che riceveva
regolarmente da Londra. A partire dall’agosto 1724, avviò uno scambio diretto con la Royal Society, inviando con
regolarità i dati meteorologici raccolti a Napoli sotto forma di Diarium meteorologicum Neapolitanum e contribuendo così
alla rete internazionale di osservazione promossa dalla società inglese.
Un altro nome di rilievo fu Ascanio Filomarino (1751-1799), gentiluomo di Camera di re Ferdinando IV, collezionista di
minerali e di vedute storiche delle eruzioni del Vesuvio. Filomarino allestì nella propria dimora un laboratorio fornito
di strumenti per la rilevazione sismica e organizzò incontri e dibattiti tra studiosi. Il suo interesse per la
meteorologia è testimoniato da una lettera inedita inviata alla Royal Society, Osservazioni del maggior freddo, caldo
degl’anni seguenti, secondo il termometro di M.r Raymur, nella quale riporta osservazioni barometriche, igrometriche e
termometriche registrate a Napoli, da gennaio 1779 a dicembre 1783, utilizzando un termometro Réamur.
Nel tardo Settecento, Giuseppe Cassella (1755-1808) fu figura centrale negli studi astronomici nel Regno di Napoli. Dopo
la formazione astronomica e sperimentale completata a Padova presso l’Osservatorio dell’abate Toaldo, nel 1786 Cassella
fu richiamato a Napoli per insegnare astronomia nautica alla Reale Accademia di Marina e meccanica al Real Collegio
dell’Artiglieria.
Nel 1791 ottenne l’approvazione per costruire un osservatorio nel Palazzo dei Regi Studi, progetto poi abbandonato anche
per la visione limitata dell’orizzonte. Nonostante la proposta di Giuseppe Maria Giovene (1753-1837) di creare una
società meteorologica con sede a Napoli, mai realizzata, e l’abbandono del progetto della specola, Cassella continuò per
anni le osservazioni astronomiche e meteorologiche. Tra il 1792 e il 1797 pubblicò nel Calendario e notiziario della
corte brevi notizie sulle condizioni atmosferiche della capitale, indicando i giorni più freddi e più caldi dell’anno
insieme ai valori massimi e minimi registrati dal barometro.
Con l’avvento del governo francese, re Giuseppe Bonaparte promosse il rilancio degli studi scientifici e nel 1807
stabilì l’Osservatorio astronomico presso l’antico monastero di San Gaudioso, affidandolo a Cassella. L’edificio fu
destinato a ospitare sia l’osservatorio astronomico, sia una specola meteorologica che un laboratorio chimico. Dopo la
morte di Cassella, il fratello Angelo proseguì le attività meteorologiche, pubblicando nel Calendario dell’anno 1810 pel
Regno di Napoli 1810 fatto nell’Osservatorio di S. Gaudioso le “Notizie meteorologiche dell’anno 1808”.
L’eredità scientifica di Cassella fu raccolta da Federigo Zuccari (1784-1817), che nel 1812 avviò la costruzione del
nuovo Osservatorio a Capodimonte. A San Gaudioso, Zuccari continuò a registrare sistematicamente i dati atmosferici
secondo i criteri indicati dalla Aargauische Naturforschende Gesellschaft, aderendo alla rete europea di osservatori
meteorologici promossa dalla Società svizzera. Le sue pubblicazioni su riviste e giornali locali, come il Giornale
enciclopedico di Napoli e il Giornale delle Due Sicilie, segnarono l’avvio di una tradizione osservativa moderna,
interrotta solo con la sua morte nel 1817 e ripresa con l’apertura del nuovo Osservatorio nel 1819.
Emilia Olostro Cirella
Bibliografia
Calendario di Napoli per l’anno 1823 settimo del Regno di Ferdinando I (1822), Napoli: nella Stamperia del Giornale del
Regno delle Due Sicilie
Canino, V. (1889), Il clima di Napoli. (Da osservazioni meteorologiche fatte nel R. Osservatorio astronomico di
Capodimonte). 1821-1887, Roma: Stabilimento Bontempelli
Olostro Cirella, E. (1995), “Per una storia dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte: gli anni dal 1735 al 1812”,
Memorie della Società Astronomica Italiana, 66(4), pp. 795-812.