TRA SCILLA E CARIDDI
Scienza e mito nello Stretto di Messina
Scienza e mito nello Stretto di Messina
Lo Stretto di Messina, corridoio marittimo vitale che separa la Penisola Italiana dalla Sicilia, ha da sempre
rappresentato per i naviganti un banco di prova estremo a causa della sua eccezionale e complessa idrodinamica. La forza
indomabile di queste acque ha trovato eco nella mitologia greca con le figure di Scilla e Cariddi, due mostri che
personificavano i pericoli fisici dello Stretto.
L'episodio narrato nell'Odissea riflette l'antica percezione dei pericoli marini. Tale connessione fu formalizzata nel
XVII secolo dall'incisione geografico-mitologica di Athanasius Kircher.
Tuttavia, la turbolenza un tempo spiegata dalla mitologia oggi trova una precisa interpretazione nei modelli
oceanografici. La straordinaria dinamica dello Stretto di Messina è causata principalmente dalle forze gravitazionali di
Luna e Sole, che innescano il moto di marea. Questo fenomeno si svolge in cicli di sei ore, alternando quattro flussi
principali a periodi di "stanca". Le correnti si distinguono in montanti (Sud →Nord) e scendenti (Nord →Sud),
raggiungendo l'intensità massima durante novilunio e plenilunio. La complessa idrodinamica è ulteriormente alimentata
dall'incontro tra acque tirreniche e ioniche a diversa densità e temperatura, che origina i celebri "garofali" (vortici
superficiali). Agiscono anche correnti di densità (termico-saline) e di deriva (eolica). La combinazione di tutti questi
flussi rende lo Stretto un ambiente estremamente turbolento, con velocità che possono toccare i 20 km/h.
Katia Aragona, Maria Teresa Caccamo, Salvatore Magazù
XXXXX Autore
Bibliografia
Defant A. (1940) Scilla e Cariddi e le correnti di marea nello Stretto di Messina. Geofis. Pura Appl., 2: 93-112.
Longo F. (1882) Il Canale di Messina e le sue correnti, con appendice sui pesci che lo popolano. Messina.
De Domenico E. (1987). Caratteristiche fisiche e chimiche delle acque nello Stretto di Messina.
In: Le Detroit de
Messine, Evolution Tectono-Sedimentaire Recente (Pliocene et Quaternaire) et Enviroment Actuel; di Geronimo, Barrier,
Mantenat (es.s), Paris, DOC. ET TRAV. IGAL, 11: 225- 235.