Università degli Studi
Federico II - Napoli

Niccolò Cirillo, il terremoto della Puglia del 1731 e il primo sismoscopio

1704 - 1705
Niccolò Cirillo.
Santolo Cirillo (1689-1755), Antonio Baldi (?)
1738
Disegno originale
N. Cirillo, 1738. Consulti medici. Tomo primo. Napoli: appresso Novello de Bonis Stampatore Arcivescovile, 1738.

Nato a Grumo Nevano, nelle vicinanze di Napoli, nel 1671, Niccolò Cirillo lavorò come medico all’ospedale di Santa Maria del Popolo degli Incurabili, ottenendo poi la cattedra di Filosofia della Natura nel 1705 e di Medicina nel 1706, entrambe presso la Regia Università di Napoli. Nel 1718 divenne membro della Royal Society di Londra, e presto iniziò una attività di raccolta di dati meteorologici sul clima di Napoli. Nella sua corrispondenza conservata alla Royal Society, egli affrontò anche aspetti relativi all’attività vulcanica del Monte Vesuvio e a eventi sismici. Molto interessante fu il suo rapporto sul devastante terremoto che nel marzo 1731 colpì la Puglia, con effetti su tutto il Regno di Napoli. Qui il Cirillo descrisse l’intero sviluppo dell’evento sismico, individuandone tre stadi: il “Tremore”, il “moto sussultorio” e, infine, “l’inclinazione o ondeggiamento della Terra”. L’evento principale fu seguito da una serie di scosse di assestamento più brevi e deboli, procurando danni severi alle abitazioni e alle persone. Notando che le scosse erano centrate presso la città di Foggia e che la loro intensità diminuiva all’aumentare della distanza da essa, Cirillo ipotizzò un moto progressivo che diminuiva in funzione della distanza con legge quadratica. Per verificare la sua ipotesi, egli condusse osservazioni insieme a collaboratori situati nelle località di Ascoli Satriano (vicino all’epicentro) e Giovinazzo (ad una distanza quadrupla dall’epicentro). Essi registrarono le oscillazioni di una coppia di pendoli, di lunghezza pari a un palmo Napoletano (circa 26 cm), applicati ad un semicerchio diviso in gradi., e trovarono che una debole attività sismica a Foggia produceva piccole oscillazioni del pendolo in Ascoli Satriano, mentre a Giovinazzo non si registravano oscillazioni. Cirillo fu il primo ad ideare un dispositivo sperimentale (ricostruito graficamente in figura 1), il sismoscopio a pendolo verticale, in grado di rivelare (in linea di principio) il verificarsi di una scossa sismica e di stimarne l’intensità. Tale dispositivo aprì la strada al successivo sviluppo dei moderni sismometri e sismografi.





Salvatore Esposito, Università di Napoli Federico II
Adele Naddeo, Università di Napoli Federico II

Bibliografia
N. Cirillo, “A History of the Earthquake, which in the year 1731 afflicted Apulia and almost the whole Kingdom of Naples”, In: Translation of a letter, from Nicholaus Cyrillus to Cromwell Mortimer, The Royal Society, Science in the Making, el_c2_72, 1732.
Also available at:
https://makingscience.royalsociety.org/items/el_c2_72/translation-of-a-letter-from-nicolaus-cyrillus-to-cromwell-mortimer
N. Cirillo, “Historia Terraemotus Apuliam et totum ferè Neapolitanum Regnum Anno 1731, vexantis”, Philosophical Transactions of the Royal Society of London, 38 (428), 1733, pp. 79-84.
J. Batllò, “Historical Seismometer”, In: Encyclopedia of Earthquake Engineering, Berlin Heidelberg: Springer-Verlag, 2014, pp. 1-31.