SOUTH RISK

From data collection to monitoring intervention. A southern history

Tra Scilla e Cariddi
Università di Messina

Tabula Freti Siculi, Cariddi et Scyllae

Mundus Subterraneus di Athanasius Kircher
Amstelodami : apud Joannem Janssonium à Waesberge & filios, 1678

Incisione

Crediti: Comune di Messina

Tra Scilla e Cariddi: scienza e mito nello stretto di Messina


Lo Stretto di Messina, corridoio marittimo vitale che separa la Penisola Italiana dalla Sicilia, ha da sempre rappresentato per i naviganti un banco di prova estremo a causa della sua eccezionale e complessa idrodinamica. La forza indomabile di queste acque ha trovato eco nella mitologia greca con le figure di Scilla e Cariddi, due mostri che personificavano i pericoli fisici dello Stretto.
L'episodio narrato nell'Odissea riflette l'antica percezione dei pericoli marini. Tale connessione fu formalizzata nel XVII secolo dall'incisione geografico-mitologica di Athanasius Kircher.
Tuttavia, la turbolenza un tempo spiegata dalla mitologia oggi trova una precisa interpretazione nei modelli oceanografici. La straordinaria dinamica dello Stretto di Messina è causata principalmente dalle forze gravitazionali di Luna e Sole, che innescano il moto di marea. Questo fenomeno si svolge in cicli di sei ore, alternando quattro flussi principali a periodi di "stanca". Le correnti si distinguono in montanti (Sud →Nord) e scendenti (Nord →Sud), raggiungendo l'intensità massima durante novilunio e plenilunio. La complessa idrodinamica è ulteriormente alimentata dall'incontro tra acque tirreniche e ioniche a diversa densità e temperatura, che origina i celebri "garofali" (vortici superficiali). Agiscono anche correnti di densità (termico-saline) e di deriva (eolica). La combinazione di tutti questi flussi rende lo Stretto un ambiente estremamente turbolento, con velocità che possono toccare i 20 km/h.

___Katia Aragona, Maria Teresa Caccamo, Salvatore Magazù

Bibliografia

  • Defant, A. (1940). “Scilla e Cariddi e le correnti di marea nello Stretto di Messina”, Geofisica Pura e Applicata, 2, pp. 93-112.
  • Longo, F. (1882). Il Canale di Messina e le sue correnti. Messina: Ribera.
  • De Domenico E. (1987). “Caratteristiche fisiche e chimiche delle acque nello Stretto di Messina”, in Geronimo, I, Barrier, P. & Mantenat Ch. (eds.) Le Detroit de Messine, Paris: Institut géologique Albert de Lapparent, pp. 225- 235.
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