Quando la pioggia diventa un pericolo: il caso di Giampilieri del 2009
L’immagine raffigura la mappa ottenuta dalla simulazione del modello Weather Research and
Forecasting Model (WRF), e
rappresenta la previsione dell'accumulo di pioggia in 48 ore (dalle 00:00 UTC dell'1 ottobre
2009 alle 00:00 UTC del 3
ottobre 2009) dell’evento estremo avvenuto a Giampilieri. Essa mostra uno schema di
distribuzione delle precipitazioni
previsto per la Sicilia. La mappa della configurazione n. 3 del WRF ha mostrato la migliore
rappresentazione della
distribuzione pluviometrica prevista, evidenziando i maggiori accumuli sulla costa ionica della
Sicilia orientale, in
particolare nell'area di Messina.
Questo studio si concentra sull'analisi dell'evento meteorologico estremo che ha colpito l'area
ionica di Messina, e in
particolare la frazione di Giampilieri, il 1° ottobre 2009. Sebbene l'evento abbia interessato
anche le località
limitrofe (come Molino, Altolia, Briga, Scaletta Zanclea e Itala), l'analisi si focalizza su
Giampilieri, in cui
l'evento estremamente localizzato, causò tragicamente 37 vittime e innescò fino a un migliaio di
colate detritiche
(debris flows).
L'evento fu innescato da un complesso quadro atmosferico, che includeva un minimo di bassa
pressione tra Tunisia e isole
maggiori, due Sistemi Convettivi a Mesoscala (MCSs), una tempesta auto-rigenerante e l'alta
temperatura superficiale del
mare (26°-27°C). La pioggia cumulativa fu estrema (>220 mm in circa 7 ore l'1 ottobre),
aggravata dalla precedente
saturazione del suolo (circa 500 mm accumulati dal 15 settembre).
L'analisi è stata svolta tramite un approccio multidisciplinare:
___1 - Modellazione Atmosferica: Sono state eseguite oltre 30 simulazioni con il modello WRF. La
migliore configurazione (n. 3)
ha ben rappresentato lo schema generale, ma ha sottostimato i picchi di pioggia, evidenziando la
natura estremamente
localizzata dell'evento e la necessità di una risoluzione della griglia più elevata e
dell'assimilazione dei dati.
___2 - Analisi Geomorfologica: I debris flows (colate detritiche) che hanno colpito Giampilieri e altri
villaggi sono stati
analizzati tramite GIS e rilevamenti in campo. Il massimo indice di suscettibilità a frana è
risultato correlato alla
mobilitazione delle coperture detritiche sui substrati metamorfici (paragneiss, scisti, filladi)
in aree con pendenza
compresa tra 35° e 45°.
___3 - Impatto Sociale: L'evento ha esposto gravi carenze istituzionali nella prevenzione e nella
gestione post-emergenza, con
ritardi nei fondi e accuse ingiustificate di abusivismo. Nonostante ciò, la popolazione ha
mostrato grande resilienza,
rifiutando il trasferimento e organizzando sforzi per la ricostruzione.
Lo studio conclude che un approccio integrato (modellazione atmosferica, mappatura
geomorfologica e monitoraggio) è uno
strumento valido per supportare le Amministrazioni nella pianificazione territoriale e nella
gestione del rischio. I
risultati suggeriscono che una corretta manutenzione del suolo e misure preventive avrebbero
potuto mitigare
significativamente l'impatto distruttivo.
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Adila Sturniolo, Agostino Semprebello, Maria Teresa Caccamo, Salvatore Magazù
Bibliografia
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