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SOUTH RISK

From data collection to monitoring intervention. A southern history

Tra Scilla e Cariddi
Università di Messina

Altezza dell’onda

confronto fra i dati osservati in rosso e i dati previsti dal WW3 in verde
Crediti: Sturniolo et al.

Prevedere il mare durante le tempeste: il caso della tempesta Ines


L’immagine rappresenta il risultato dell'analisi delle performance del modello WaveWatch III (WW3) sulla tempesta Ines. Per verificare la validità del modello utilizzato è fondamentale fare un confronto tra i dati previsti dal modello (curva verde) e i dati osservati (curva rossa) dalle boe della Rete Ondometrica Nazionale (RON). Le Figure e gli indici statistici mettono a confronto tre variabili chiave: l'Altezza Significativa dell'Onda, la Direzione Media dell'Onda e la Frequenza.
Il risultato chiave è la coerenza visiva tra le due linee: le previsioni del modello di altezza e direzione delle onde sono state in linea con le misurazioni. I calcoli statistici lo confermano: l'indice di correlazione (r) per l'altezza significativa dell'onda è risultato molto alto (ad esempio, r=0.956 a Catania e r=0.940 a Palermo), provando che il WW3 è stato in grado di descrivere realisticamente l'evoluzione del mare durante la tempesta.
La tempesta Ines (un forte ciclone mediterraneo anomalo per la stagione) ha colpito la Sicilia il 15 maggio 2025, portando piogge intense (fino a 80 mm) e onde alte 2 metri lungo le coste sud-occidentali. Questo evento è stato il banco di prova per un sistema di previsione avanzato implementato dall'Università di Messina, che accoppia due modelli fondamentali: il Weather Research and Forecast (WRF) (modello atmosferico) e il WW3 (modello marino).
Il WW3 è un modello avanzato che si occupa solo delle onde. Per funzionare, ha bisogno dei dati del vento prodotti dal WRF, in modo da poter calcolare come quell'energia viene trasferita all'acqua per generare le onde, come queste si propagano, e come perdono forza (dissipazione). È configurato con alta risoluzione su più domini specifici per il Mediterraneo.
Nel caso studio perso in esame, il WRF (sofisticato simulatore del tempo atmosferico) ha previsto in modo soddisfacente la distribuzione spaziale delle piogge, cogliendo correttamente i massimi (come sulla Sicilia centro-occidentale). Nonostante alcune piccole differenze nell'intensità (pioggia sovrastimata o sottostimata localmente), i risultati complessivi sono stati ritenuti affidabili.
L'uso congiunto di WRF e WW3 è cruciale: il vento del WRF alimenta il WW3. La validazione con la tempesta Ines ha confermato che questa catena modellistica integrata è robusta e capace di riprodurre in modo consistente l'interazione tra atmosfera e mare. Questo è fondamentale per la Protezione Civile e la gestione dei rischi, soprattutto considerando che fenomeni intensi come i Medicanes (cicloni mediterranei) stanno diventando più frequenti anche in stagioni atipiche, a causa del riscaldamento delle acque.

___ Adila Sturniolo, Agostino Semprebello, Maria Teresa Caccamo, Salvatore Magazù

Bibliografia

  • Gaertner, Mi., et al. (2018). “Simulation of medicanes over the Mediterranean Sea in a regional climate model ensemble”, Climate Dynamics, 51.
  • Colombo, F. et al. (2017). “Un modello ad area limitata per la Sicilia: il WRF dell’Università di Messina”, Rivista di meteorologia Aeronautica, 3, pp.5-23.
  • Tolman, H., et al. (2019). User manual and system documentation of WAVEWATCH III ®, version 6.07.
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