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SOUTH RISK

From data collection to monitoring intervention. A southern history

Tra Scilla e Cariddi
Università di Messina

Giovanni Battista Rizzo

Salvatore Magazzù ca. 1924

olio su tela
crediti: Rettorato dell’Università degli Studi di Messina

Giovanni Battista Rizzo: la visione di un fisico terrestre tra Ottocento e Novecento


Giovanni Battista Rizzo (1863–1945) rappresenta una delle figure più significative nella storia della fisica terrestre italiana. Nato a Monastero di Vasco, in Piemonte, proveniva da una famiglia umile, ma la sua determinazione e il talento precoce gli permisero di accedere agli studi universitari presso la Regia Università di Torino. Qui si formò come fisico, divenendo rapidamente assistente presso l’Osservatorio Astronomico diretto da Francesco Porro, figura che influenzò profondamente le sue prime scelte scientifiche. Fin dagli anni giovanili, Rizzo si dedicò a ricerche pionieristiche nel campo degli spettri di assorbimento, delle misure solari e della meteorologia alpina, collaborando con istituzioni internazionali e recandosi sulle alte quote del Monte Rosa per eseguire misurazioni della radiazione e della costante solare.
La sua carriera assunse una svolta decisiva quando si trasferì a Messina nei primi anni del Novecento. Chiamato a ricoprire la cattedra di Fisica Terrestre e successivamente quella di Fisica Sperimentale, Rizzo assunse nel 1904 la direzione dell’Osservatorio Meteorologico e Geodinamico della città. Nel nuovo contesto mediterraneo, la sua attività scientifica si concentrò sempre più sulla geodinamica e sulla sismologia, discipline allora in pieno sviluppo. I terremoti del 1905 e, soprattutto, quello devastante del 28 dicembre 1908 segnarono profondamente il suo percorso umano e professionale. Testimone diretto della catastrofe, Rizzo fu tra i primi a proporre un’interpretazione energetica dei terremoti, mettendo in discussione l’approccio puramente descrittivo della scala Mercalli e anticipando la necessità di una misura fisica standard della magnitudo, introdotta soltanto decenni più tardi. Oltre alla rilevanza scientifica, Rizzo svolse un ruolo determinante anche nella vita istituzionale della città. Nominato Rettore dell’Università di Messina nel 1911, mantenne tale carica fino al 1928 guidando la ricostruzione dell’Ateneo dopo il sisma. Durante il suo lungo mandato, l’università venne risollevata dalle macerie e riorganizzata profondamente, assumendo una nuova centralità culturale nel tessuto cittadino e regionale. Rizzo si distinse per visione strategica e capacità amministrativa, promuovendo l’ampliamento delle strutture e fondando nuovi istituti scientifici, tra cui quello di Medicina Veterinaria. Negli anni successivi, trasferitosi a Napoli, ricoprì l’insegnamento di Fisica Terrestre e contribuì alla redazione di numerose voci dell’Enciclopedia Italiana Treccani, specialmente nell’ambito della meteorologia e della fisica dell’atmosfera. Anche nella piena maturità scientifica, continuò a seguire le trasformazioni della disciplina, riconoscendo per primo in Italia la necessità di un approccio integrato tra fenomeni atmosferici, magnetici e sismici. Figura di raro equilibrio tra rigore accademico, intuito scientifico e responsabilità istituzionale, Giovanni Battista Rizzo ha lasciato un’eredità profonda, benché a lungo trascurata dagli eventi storici che attraversarono la sua epoca. Il suo contributo alla meteorologia, alla geofisica e allo sviluppo dell’Università di Messina rimane un capitolo fondamentale della storia scientifica italiana del primo Novecento.

___ Maria Teresa Caccamo, Salvatore Magazù

Bibliografia

  • Guidoboni, E., et al. (2018). CFTI5Med, Catalogue of Strong Earthquakes in Italy (461 B.C.–1997) and in the Mediterranean Area (760 B.C.–1500). Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Rizzo G.B. (1907). “Contributo allo studio del terremoto della Calabria del giorno 8 Settembre 1905”, Atti della Reale Accademia Peloritana, 22, pp.3-86
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