Giovanni Battista Rizzo: la visione di un fisico terrestre tra Ottocento e Novecento
Giovanni Battista Rizzo (1863–1945) rappresenta una delle figure più significative nella storia
della fisica terrestre
italiana. Nato a Monastero di Vasco, in Piemonte, proveniva da una famiglia umile, ma la sua
determinazione e il talento
precoce gli permisero di accedere agli studi universitari presso la Regia Università di Torino.
Qui si formò come
fisico, divenendo rapidamente assistente presso l’Osservatorio Astronomico diretto da Francesco
Porro, figura che
influenzò profondamente le sue prime scelte scientifiche. Fin dagli anni giovanili, Rizzo si
dedicò a ricerche
pionieristiche nel campo degli spettri di assorbimento, delle misure solari e della meteorologia
alpina, collaborando
con istituzioni internazionali e recandosi sulle alte quote del Monte Rosa per eseguire
misurazioni della radiazione e
della costante solare.
La sua carriera assunse una svolta decisiva quando si trasferì a Messina nei primi anni del
Novecento. Chiamato a
ricoprire la cattedra di Fisica Terrestre e successivamente quella di Fisica Sperimentale, Rizzo
assunse nel 1904 la
direzione dell’Osservatorio Meteorologico e Geodinamico della città. Nel nuovo contesto
mediterraneo, la sua attività
scientifica si concentrò sempre più sulla geodinamica e sulla sismologia, discipline allora in
pieno sviluppo. I
terremoti del 1905 e, soprattutto, quello devastante del 28 dicembre 1908 segnarono
profondamente il suo percorso umano
e professionale. Testimone diretto della catastrofe, Rizzo fu tra i primi a proporre
un’interpretazione energetica dei
terremoti, mettendo in discussione l’approccio puramente descrittivo della scala Mercalli e
anticipando la necessità di
una misura fisica standard della magnitudo, introdotta soltanto decenni più tardi. Oltre alla
rilevanza scientifica,
Rizzo svolse un ruolo determinante anche nella vita istituzionale della città. Nominato Rettore
dell’Università di
Messina nel 1911, mantenne tale carica fino al 1928 guidando la ricostruzione dell’Ateneo dopo
il sisma. Durante il suo
lungo mandato, l’università venne risollevata dalle macerie e riorganizzata profondamente,
assumendo una nuova
centralità culturale nel tessuto cittadino e regionale. Rizzo si distinse per visione strategica
e capacità
amministrativa, promuovendo l’ampliamento delle strutture e fondando nuovi istituti scientifici,
tra cui quello di
Medicina Veterinaria. Negli anni successivi, trasferitosi a Napoli, ricoprì l’insegnamento di
Fisica Terrestre e
contribuì alla redazione di numerose voci dell’Enciclopedia Italiana Treccani, specialmente
nell’ambito della
meteorologia e della fisica dell’atmosfera. Anche nella piena maturità scientifica, continuò a
seguire le trasformazioni
della disciplina, riconoscendo per primo in Italia la necessità di un approccio integrato tra
fenomeni atmosferici,
magnetici e sismici. Figura di raro equilibrio tra rigore accademico, intuito scientifico e
responsabilità
istituzionale, Giovanni Battista Rizzo ha lasciato un’eredità profonda, benché a lungo
trascurata dagli eventi storici
che attraversarono la sua epoca. Il suo contributo alla meteorologia, alla geofisica e allo
sviluppo dell’Università di
Messina rimane un capitolo fondamentale della storia scientifica italiana del primo Novecento.
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Maria Teresa Caccamo, Salvatore Magazù
Bibliografia
Guidoboni, E., et al. (2018). CFTI5Med, Catalogue of Strong Earthquakes in Italy
(461 B.C.–1997) and in the
Mediterranean Area (760 B.C.–1500). Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
Rizzo G.B. (1907). “Contributo allo
studio del terremoto della Calabria del giorno 8 Settembre 1905”, Atti della Reale
Accademia Peloritana, 22, pp.3-86
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