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SOUTH RISK

From data collection to monitoring intervention. A southern history

Tra Scilla e Cariddi
Università di Messina

Pendolo orizzontale a breve periodo progettato da Antonio Girlanda

1963.

Fotografia di laboratorio.
crediti: Università degli studi di Messina

Il sismografo elettromagnetico di Girlanda: innovazione italiana nella sismologia del Novecento


Il sismografo elettromagnetico progettato da Antonio Girlanda nei primi anni Sessanta rappresenta uno degli esempi più raffinati della strumentazione sismologica italiana del dopoguerra. La sua concezione nasce come evoluzione del modello galitziniano, introdotto nei primi anni del Novecento, ma si distingue per una struttura più semplice, una realizzabilità accessibile e una risposta dinamica ottimizzata per le componenti a breve periodo. Il pendolo orizzontale, scelto come immagine principale della scheda, costituisce il cuore dello strumento. È caratterizzato da un sistema di sospensione a sottili strisce metalliche, che garantiscono una rotazione quasi priva di attrito e permettono alla massa di oscillare in modo estremamente sensibile. La massa stessa incorpora quattro bobine di induzione, facili da sostituire e progettate per variare l’amplificazione elettromagnetica senza alterare l’inerzia del sistema. Le appendici di rame, investite da un campo magnetico permanente, realizzano uno smorzamento magnetico costante, limitando le oscillazioni libere e stabilizzando la risposta del pendolo. Il principio elettromagnetico di funzionamento, mutuato dal sismografo di Galitzin ma reso più essenziale, rende possibile un’amplificazione dinamica elevata pur mantenendo basse le necessità costruttive. Ciò consentì a Girlanda di progettare uno strumento completamente realizzabile in un normale laboratorio meccanico universitario, garantendo al contempo prestazioni del tutto competitive rispetto ai modelli prodotti industrialmente. La semplicità costruttiva dello strumento contribuì alla diffusione della sua adozione in diverse stazioni italiane. Il pendolo verticale, anch’esso sviluppato da Girlanda e documentato in una delle immagini secondarie, completava il sistema tridimensionale di registrazione del moto sismico. L’uso combinato di massa sospesa, molla a spirale e smorzamento magnetico consentiva l’acquisizione della componente verticale del moto con caratteristiche dinamiche analoghe a quelle del pendolo orizzontale. L’accoppiamento dei pendoli ai galvanometri a bobina mobile, dotati di specchio riflettente, permetteva infine la registrazione con procedimento ottico su carta fotosensibile, ottenendo tracciati continui di elevata qualità. Gli strumenti di Girlanda operarono per decenni nella rete sismologica dell’Università di Messina, producendo registrazioni oggi di grande valore storico e scientifico. La loro importanza risiede non solo nelle prestazioni tecniche, ma anche nell’ingegnosità con cui resero accessibile la costruzione di strumenti avanzati in un contesto accademico locale. Essi rappresentano un capitolo significativo della storia della sismologia italiana, in cui la precisione artigianale si unisce alla ricerca scientifica.

___ Maria Teresa Caccamo, Domenica De Domenico, Salvatore Magazù

Bibliografia

  • Girlanda, A. (1963). “Sulla realizzazione di due pendoli a breve periodo per sismografi orizzontali e verticali ad amplificazione ottico-galvanometrica”, Annali di Geofisica, 16(3), pp. 493-511.
  • Wenner , F., McComb H.E. (1936). “The Galitzin seismometer: Discrepancies between the Galitzin theory and the performance of a Wilip-Galitzin seismometer”, Bulletin of the Seismological Society of America, 26 (4), pp. 317-322.
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