SOUTH RISK

From data collection to monitoring intervention. A southern history

Dal Cielo e dalla Terra
Università di Napoli Federico II

Dal cielo e dalla terra:
rischio e Natura nel Regno delle Due Sicilie tra Settecento e Ottocento


L’interesse per lo sviluppo della scienza e della tecnica da parte dei Borbone nel Regno delle Due Sicilie si intreccia con l’ampia e variegata attività scientifica e sperimentale che progressivamente nacque e si sviluppò sul territorio, spesso su iniziativa delle autorità governative. Nel seguito proponiamo un itinerario che si concentra sulla ricostruzione storica della nascita e dello sviluppo della meteorologia e della sismologia nel meridione d’Italia, nel periodo che va dai primi anni del Settecento fino all’Unità d’Italia.
Punto di partenza è l’attività di osservazione e raccolta di dati meteorologici svolta dal medico e naturalista napoletano Niccolò Cirillo (1671-1735) per conto della Royal Society di Londra, di cui fu assiduo corrispondente dal 1723 fino al 1735, anno della sua morte. Cirillo entrò a far parte della rete internazionale di rilevamento meteorologico promossa dal segretario della Royal Society, James Jurin (1684-1750), e annotò con regolarità le sue osservazioni che furono spesso oggetto di pubblicazione sulle Philosophical Transactions della Società. Particolarmente interessanti risultano i suoi resoconti dell’eruzione del Vesuvio, di tipo effusivo Stromboliano, avvenuta nel marzo del 1730, e del terremoto distruttivo che colpì la provincia di Foggia nel marzo del 1731. Nel manoscritto preparato per quest’ultimo evento è presente la descrizione del primo prototipo di sismoscopio a pendolo, precursore dei moderni sismografi.
La catastrofica sequenza sismica che nel 1783 colpì il territorio calabrese e la Sicilia nord-orientale contribuì, poi, a dare notevole impulso sia allo sviluppo della sismologia che dei relativi strumenti. In questo contesto, rilevante fu l’iniziativa della Reale Accademia delle Scienze e Belle Lettere di istituire una commissione sismologica, presieduta da Michele Sarconi, incaricata dal governo borbonico di condurre indagini sistematiche sugli effetti del terremoto, stimandone i danni prodotti. Tale esperienza è documentata da un rapporto dettagliato redatto dallo stesso Sarconi, e corredato da un atlante iconografico curato dagli architetti Pompeo Schiantarelli e Ignazio Stile.
In occasione del terremoto di Calabria del 1783, il medico e naturalista Nicola Zupo (1752-1806) ideò un sismoscopio a pendolo verticale che rappresenta una prima evoluzione del sismoscopio del Cirillo, pensata per rivelare – almeno nelle intenzioni del suo autore – gli effetti di natura elettrica che validassero la teoria che faceva risalire all’elettricismo l’origine dei terremoti.
La parte finale del percorso presenta l’interessante attività scientifica (principalmente dedicata ad operazioni geodetiche e osservazioni meteorologiche) condotta all’interno del Gabinetto Fisico istituito nel Palazzo Reale di Napoli. Essa è stata ricostruita a partire dallo studio di documenti conservati presso l’Archivio di Stato di Napoli, e si inserisce nel vivace panorama scientifico-culturale della prima metà dell’Ottocento.

___Salvatore Esposito & Adele Naddeo