SOUTH RISK

From data collection to monitoring intervention. A southern history

Bellebbuono
INAF - Osservatorio Astronomico di Capodimonte

Nanque aliud ex alio clarescere corde videmus artibus ad sommum donec venere cacumen

Milano, 1812ca.
Claude Joseph Vernet, pittore; Pellegrino de Col; incisore; Niccolò Cavalli, stampatore;
P e G. Vallardi, editore

Incisione

crediti: Casa d’arte Hubert Bowinkel

Introduzione


La sezione Bellebbuono: improvvisamente il meteo a Napoli, curata dall’Osservatorio Astronomico di Capodimonte per la mostra South Rish e realizzata nell’ambito delle attività di ricerca del progetto PRIN-PNRR, propone un viaggio attraverso tre secoli di osservazioni, immagini e strumenti che hanno intrecciato la storia della città con i fenomeni atmosferici e naturali.
Il percorso mette in luce il ruolo degli astronomi di Capodimonte, protagonisti non solo nello studio del cielo ma anche nella ricerca meteorologica in senso lato: dalle aurore boreali alle eruzioni vulcaniche, dalle cronache climatiche alle prime misurazioni automatiche. La mostra restituisce così la stratificazione di sguardi scientifici, artistici e sociali che hanno trasformato il “meteo improvviso” in conoscenza condivisa e patrimonio culturale.
Dalle rare aurore boreali osservate a latitudini insolitamente meridionali, alle eruzioni del Vesuvio e ai terremoti che hanno segnato la memoria collettiva, fino alla nascita di una tradizione meteorologica sistematica, il percorso esplora le molteplici prospettive con cui Napoli ha interpretato il cielo e la Terra: stupore, timore, curiosità, ma anche rigore scientifico e capacità di misurazione. A questa storia si lega anche l’introduzione dei parafulmini, installati a Napoli già alla fine del Settecento, simbolo di una città che accoglieva la modernità elettrica e la fiducia nella scienza come strumento di protezione e progresso.
Gli astronomi dell’Osservatorio ebbero un ruolo decisivo in questa vicenda. Non solo registrarono fenomeni celesti e atmosferici, ma contribuirono a costruire una vera e propria cultura della meteorologia: Carlo Brioschi avviò serie sistematiche di osservazioni e pubblicazioni; Ernesto Capocci integrò dati barometrici e termometrici con osservazioni magnetiche e astronomiche; Leopoldo del Re, Annibale de Gasparis e Faustino Brioschi consolidarono la tradizione editoriale e sperimentale della Specola. Parallelamente, strumenti come barometri, termografi, sismoscopi ed eliofanografi trasformarono la percezione del tempo atmosferico in tracce oggettive e comparabili, inserendo Napoli in una rete internazionale di ricerca.
Questa tradizione di osservazione e prevenzione trova oggi continuità nello studio della meteorologia spaziale (space weather): dalle tempeste solari alle aurore, fino agli effetti delle eiezioni di massa coronale sulle infrastrutture tecnologiche globali.
In questo intreccio di arte, scienza e memoria, Bellebbuono mostra come la città abbia saputo guardare al cielo e alla Terra con occhi diversi: quelli della meraviglia popolare e quelli della precisione scientifica. Le dieci schede esposte raccontano così un paesaggio fragile e profondo, in cui il Sud diventa laboratorio privilegiato di osservazione e divulgazione, capace di trasformare eventi improvvisi in conoscenza condivisa e patrimonio culturale.

___Mauro Gargano, Emilia Olostro Cirella & Clementina Sasso