Niccolò Cirillo, il terremoto della
Puglia del 1731 e il
primo sismoscopio
Nato a Grumo Nevano, nelle vicinanze di Napoli, nel 1671, Niccolò Cirillo lavorò come
medico
all’ospedale di Santa Maria
del Popolo degli Incurabili, ottenendo poi la cattedra di Filosofia della Natura nel
1705 e di
Medicina nel 1706,
entrambe presso la Regia Università di Napoli. Nel 1718 divenne membro della Royal
Society di
Londra, e presto iniziò
una attività di raccolta di dati meteorologici sul clima di Napoli. Nella sua
corrispondenza
conservata alla Royal
Society, egli affrontò anche aspetti relativi all’attività vulcanica del Monte Vesuvio e
a
eventi
sismici. Molto
interessante fu il suo rapporto sul devastante terremoto che nel marzo 1731 colpì la
Puglia, con
effetti su tutto il
Regno di Napoli. Qui il Cirillo descrisse l’intero sviluppo dell’evento sismico,
individuandone
tre
stadi: il “Tremore”,
il “moto sussultorio” e, infine, “l’inclinazione o ondeggiamento della Terra”. L’evento
principale
fu seguito da una
serie di scosse di assestamento più brevi e deboli, procurando danni severi alle
abitazioni e
alle
persone. Notando che
le scosse erano centrate presso la città di Foggia e che la loro intensità diminuiva
all’aumentare
della distanza da
essa, Cirillo ipotizzò un moto progressivo che diminuiva in funzione della distanza con
legge
quadratica. Per verificare
la sua ipotesi, egli condusse osservazioni insieme a collaboratori situati nelle
località di
Ascoli
Satriano (vicino
all’epicentro) e Giovinazzo (ad una distanza quadrupla dall’epicentro). Essi
registrarono le
oscillazioni di una coppia
di pendoli, di lunghezza pari a un palmo Napoletano (circa 26 cm), applicati ad un
semicerchio
diviso in gradi., e
trovarono che una debole attività sismica a Foggia produceva piccole oscillazioni del
pendolo in
Ascoli Satriano, mentre
a Giovinazzo non si registravano oscillazioni. Cirillo fu il primo ad ideare un
dispositivo
sperimentale (ricostruito
graficamente in fig. 1), il sismoscopio a pendolo verticale, in grado di rivelare (in
linea di
principio) il verificarsi
di una scossa sismica e di stimarne l’intensità. Tale dispositivo aprì la strada al
successivo
sviluppo dei moderni
sismometri e sismografi.
___Salvatore Esposito & Adele
Naddeo
Bibliografia
Cirillo, N. (1732). “A History of the Earthquake, which in the
year 1731
afflicted Apulia and
almost the whole Kingdom
of Naples”,
The Royal Society, Translation of a letter, from Nicholaus
Cyrillus to
Cromwell
Mortimer, el_c2_72, 1732.
Cirillo, N. (1733). “Historia Terraemotus Apuliam et totum ferè
Neapolitanum
Regnum Anno 1731, vexantis”,
Philosophical Transactions of the Royal Society of London, 38 (428), pp.
79-84.
Batllò, J. (2014). “Historical Seismometer”, Encyclopedia of
Earthquake
Engineering.
Berlin, Heidelberg: Springer,
pp. 1-31.
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