L’eruzione del Vesuvio del 1730 ed il termometro di Hauksbee
In qualità di corrispondente della rete meteorologica di Jurin, Niccolò Cirillo condusse fin dal 1723 una intensa
attività di osservazione e raccolta dati nel meridione d’Italia, includendo anche osservazioni relative ai terremoti e
alle eruzioni.
L’eruzione del Vesuvio che avvenne nel marzo del 1730 attirò l’attenzione di Cirillo, che redasse un un resoconto
dettagliato inviato poi alla Royal Society. Il rapporto iniziava con un commento su alcune criticità legate all’uso del
termometro di Hauksbee, che era stato fornito da Jurin a tutti i partecipanti alla sua rete meteorologica con l’intento
di standardizzare misure e metodi. A tal proposito Cirillo offrì una possibile spiegazione della discrepanza osservata
tra il punto di congelamento dell’acqua a Napoli e a Londra, individuandone la causa nella natura salina dell’aria di
Napoli (molto diversa da quella di Londra).
Il primo termometro di Hauksbee era costituito da un lungo e sottile tubo, che terminava all’estremità inferiore con una
sfera cava riempita di acquavite di vino. La rarefazione e la conseguente risalita dell’acquavite poteva essere stimata
a partire dal numero di divisioni sul tubo. In questo modo si poteva ottenere una misura della temperatura dell’aria o
di ogni altro liquido. Sul tubo vi era una scala con ventitré divisioni, che alludeva all’adozione dell’unità originaria
introdotta da Robert Hooke: tale unità termometrica, 1°H, risultò poi essere approssimativamente uguale a 2.4°C. Più
tardi, nel 1720, Hauksbee modificò questo standard, cambiando la scala ventesimale di Hooke, che aveva l’origine posta
nel punto di congelamento dell’acqua, in una scala centesimale invertita, la cui unità era pari a un quinto dell’unità
di Hooke (e quindi approssimativamente uguale a 0.5°C).
Dopo essersi soffermato sul termometro di Hauksbee, Cirillo passò a descrivere in dettaglio l’eruzione del Vesuvio, che
si sviluppò con caratteristiche proprie di un evento Stromboliano effusivo e terminò con il crollo della cima. Nel
rapporto egli descrisse anche le condizioni atmosferiche, a suo avviso strettamente correlate all’attività vulcanica.
___Salvatore Esposito & Adele
Naddeo
Bibliografia
Cirillo, N. (1732). “An account of an extraordinary Eruption of Mount Vesuvius in the Month of March, in the Year 1730,
extracted from the Meteorological Diary of that Year at Naples, communicated by Nichol. Cyrillus”, Philosophical
Transactions of the Royal Society of London, 37 (424), pp. 336-338.
Patterson, L.D. (1951). “Thermometers of the Royal Society, 1663-1768”, American Journal of Physics, 19, pp. 523-535.
___
___