Il terremoto delle Calabrie del 1783 - 1
Tra gli eventi sismici più lunghi e distruttivi accaduti in Italia vi fu la sequenza di
terremoti che nel 1783 colpì la
Calabria e la Sicilia nord-orientale. I tratti distintivi principali furono lo spostamento
dell’epicentro da Messina
verso la direzione Nord-Nord-Est e un’area focale molto superficiale. Ciò rese evidenti molti
cambiamenti strutturali
sulla superficie terrestre, dal collasso di grandi blocchi a frane imponenti e ampie fenditure
del terreno (fig. 1). Con
riferimento alla zona di Fra Ramondo e Covalo, il geologo Charles Lyell scrisse: “Una piccola
vallata, contenente un
bellissimo oliveto, detta Fra Ramondo, subì un cataclisma.
Dapprima innumerevoli crepe
attraversarono la pianura
fluviale in tutte le direzioni, e assorbirono acqua fino a quando il substrato argilloso non si
impregnò e gran parte di
esso divenne una pasta fluida. Ne risultarono strane alterazioni nel profilo del terreno, in
quanto il suolo fino a
grandi profondità veniva facilmente plasmato in qualsiasi forma. In aggiunta a questi
cambiamenti, le rovine delle
colline circostanti precipitarono nella conca; e, mentre molti olivi furono sradicati, altri
rimasero in crescita sulle
masse franate ed inclinati a vari angoli. Il piccolo fiume Caridi rimase completamente nascosto
per molti giorni; e
quando finalmente riapparve aveva formato un canale completamente nuovo”(C. Lyell, 1830, p. 425)
La varietà di effetti prodotti dallo sciame sismico attirò l’attenzione di molti studiosi
italiani ed europei,
fortemente interessati a studiare in dettaglio l’evento per comprenderne la fenomenologia.
Giovanni Vivenzio, Déodat de
Dolomieu e William D. Hamilton furono tra questi.
Per la prima volta si costituì a Napoli, su iniziativa della Reale Accademia delle Scienze e
Belle Lettere, una
commissione sismologica presieduta da Michele Sarconi. Essa fu incaricata dal governo borbonico
di condurre indagini
sistematiche sugli effetti del terremoto e stimare i danni prodotti. In particolare, la
relazione finale di Sarconi
(fig. 2) è corredata da un atlante di immagini disegnate dagli architetti Pompeo Schiantarelli e
Ignazio Stile. Questo
documento di eccezionale valore testimonia la potenza distruttrice di un terremoto che cambiò
per sempre l’ambiente e le
caratteristiche di quei territori.
___Salvatore Esposito & Adele
Naddeo
Bibliografia
Sarconi, M. (1784). Istoria de’ fenomeni del tremuoto avvenuto nelle
Calabrie, e nel Valdemone
nell’anno 1783, posta in
luce dalla Reale Accademia delle Scienze, e delle Belle Lettere di Napoli. Napoli:
presso Giuseppe Campo.
Lyell, C. (1830). Principles of geology, being an attempt to explain
the former changes of the
Earth’s surface, by
reference to causes now in operation, vol. 1. London: John Murray, pp. 412-435.
Grimaldi, F.A. (1784). Descrizione de’ tremuoti accaduti nelle Calabrie
nel 1783, Napoli:
presso Giuseppe Maria
Porcelli.
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