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SOUTH RISK

From data collection to monitoring intervention. A southern history

Dal Cielo e dalla Terra
Università di Napoli Federico II

Frane in località Fra Ramondo e Covalo: A. Tracce degli alberi sradicati. B. Il nuovo letto del fiume Caridi

Pompeo Schiantarelli, Antonio Zaballi, Ignazio Stile
1784
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Sarconi, M. (1784). Istoria de’ fenomeni del tremuoto avvenuto nelle Calabrie, e nel Valdemone nell’anno 1783, posta in luce dalla Reale Accademia delle Scienze, e delle Belle Lettere di Napoli. Napoli: presso Giuseppe Campo.

Crediti: Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele III”, Napoli

Il terremoto delle Calabrie del 1783 - 1


Tra gli eventi sismici più lunghi e distruttivi accaduti in Italia vi fu la sequenza di terremoti che nel 1783 colpì la Calabria e la Sicilia nord-orientale. I tratti distintivi principali furono lo spostamento dell’epicentro da Messina verso la direzione Nord-Nord-Est e un’area focale molto superficiale. Ciò rese evidenti molti cambiamenti strutturali sulla superficie terrestre, dal collasso di grandi blocchi a frane imponenti e ampie fenditure del terreno (fig. 1). Con riferimento alla zona di Fra Ramondo e Covalo, il geologo Charles Lyell scrisse: “Una piccola vallata, contenente un bellissimo oliveto, detta Fra Ramondo, subì un cataclisma.
Dapprima innumerevoli crepe attraversarono la pianura fluviale in tutte le direzioni, e assorbirono acqua fino a quando il substrato argilloso non si impregnò e gran parte di esso divenne una pasta fluida. Ne risultarono strane alterazioni nel profilo del terreno, in quanto il suolo fino a grandi profondità veniva facilmente plasmato in qualsiasi forma. In aggiunta a questi cambiamenti, le rovine delle colline circostanti precipitarono nella conca; e, mentre molti olivi furono sradicati, altri rimasero in crescita sulle masse franate ed inclinati a vari angoli. Il piccolo fiume Caridi rimase completamente nascosto per molti giorni; e quando finalmente riapparve aveva formato un canale completamente nuovo”(C. Lyell, 1830, p. 425)
La varietà di effetti prodotti dallo sciame sismico attirò l’attenzione di molti studiosi italiani ed europei, fortemente interessati a studiare in dettaglio l’evento per comprenderne la fenomenologia. Giovanni Vivenzio, Déodat de Dolomieu e William D. Hamilton furono tra questi.
Per la prima volta si costituì a Napoli, su iniziativa della Reale Accademia delle Scienze e Belle Lettere, una commissione sismologica presieduta da Michele Sarconi. Essa fu incaricata dal governo borbonico di condurre indagini sistematiche sugli effetti del terremoto e stimare i danni prodotti. In particolare, la relazione finale di Sarconi (fig. 2) è corredata da un atlante di immagini disegnate dagli architetti Pompeo Schiantarelli e Ignazio Stile. Questo documento di eccezionale valore testimonia la potenza distruttrice di un terremoto che cambiò per sempre l’ambiente e le caratteristiche di quei territori.

___Salvatore Esposito & Adele Naddeo

Bibliografia

  • Sarconi, M. (1784). Istoria de’ fenomeni del tremuoto avvenuto nelle Calabrie, e nel Valdemone nell’anno 1783, posta in luce dalla Reale Accademia delle Scienze, e delle Belle Lettere di Napoli. Napoli: presso Giuseppe Campo.
  • Lyell, C. (1830). Principles of geology, being an attempt to explain the former changes of the Earth’s surface, by reference to causes now in operation, vol. 1. London: John Murray, pp. 412-435.
  • Grimaldi, F.A. (1784). Descrizione de’ tremuoti accaduti nelle Calabrie nel 1783, Napoli: presso Giuseppe Maria Porcelli.
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