Il terremoto delle Calabrie del 1783 - 2
La sequenza sismica che nel 1783 colpì la Calabria e la Sicilia nord-orientale segnò
l’inizio di
studi sistematici volti
ad una più profonda comprensione dei fenomeni sismici e delle loro cause. Molti studiosi
si
concentrarono su effetti
peculiari prodotti dal sisma. Tra questi si osservò la rotazione in verso contrario di
due
obelischi della Certosa di
Serra San Bruno, documentata nel resoconto della commissione sismologica presieduta da
Michele
Sarconi e riprodotta in
una figura contenuta nell’atlante iconografico accluso. Questo effetto molto particolare
veniva
generalmente attribuito
a moti vorticosi che si riteneva fossero associati al sisma. A tal proposito Lyell
scrisse nei
suoi Principles of
Geology: “Sembra che i moti ondulatori, e quelli che sono denominati vorticosi o che si
arrotolano a formare un vortice,
spesso producono effetti tra i più strani. […] Si è osservato che due obelischi posti
alle
estremità di una magnifica
facciata nel convento di S. Bruno, in una cittadina chiamata Stefano del Bosco, hanno
subito un
singolare movimento. La
scossa cui è stato sottoposto l’edificio viene descritta come orizzontale e vorticosa”
(C.
Lyell, 1830, p. 418).
Successivamente Robert Mallet mise in discussione l’interpretazione di Lyell e si pose
il
problema di come il sisma che
scuote il terreno avanti e indietro possa imprimere una torsione ad una pietra. Egli
considerò
una pietra più in basso
(ad esempio la base di un obelisco) in movimento lungo una direzione orizzontale ed
identificò
l’origine della direzione
opposta di moto di una pietra sovrastante nella sua inerzia. Poi, tra tutti i possibili
moti
ondulatori, il solo in
grado di spostare i corpi per la loro inerzia fu individuato nel “transito di un’onda di
compressione elastica, o di una
successione di tali onde, secondo linee parallele o che si intersecano, attraverso le
rocce e la
superficie del
territorio interessato dal sisma” (R. Mallet, 1848, p. 58). Mallet condusse uno studio
approfondito su queste onde
sismiche, concentrandosi sulla loro velocità, ampiezza e lunghezza d’onda, così come
sugli
effetti della riflessione e
della rifrazione in seguito all’impatto all’interfaccia tra rocce di diversa densità e
proprietà
di elasticità.
___Salvatore Esposito & Adele
Naddeo
Bibliografia
Lyell, C. (1830). Principles of geology, being an attempt to
explain the
former changes of the
Earth’s surface, by
reference to causes now in operation, vol. 1. London: John Murray, pp.
412-435.
Mallet, R. (1848). “On the dynamics of earthquakes; being an
attempt to
reduce their observed
phenomena to the known
laws of wave motion in solids and fluids”, The Transactions of the Royal Irish
Academy, 21,
pp. 51-105.
Ferrari, G. (2006). “Note on the historical rotation
seismographs”, in:
Teisseyre, R., Takeo,
M. & Majewski, E. (eds.),
Earthquake source asymmetry, structural media and rotation effects. Berlin:
Springer, pp.
367-376.
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