Il terremoto delle Calabrie del 1783 - 3
Tra gli effetti più impressionanti sull’ambiente e sul paesaggio delle aree devastate dal
terremoto vi furono frane,
distacchi di masse enormi dalle colline, crolli e fenomeni di liquefazione. Effetti
particolarmente devastanti furono
osservati in prossimità dell’Aspromonte e nella Piana di Gioia Tauro: intere colline
collassarono e riempirono le
vallate mentre le frane ostruivano un gran numero di corsi d’acqua formando laghi. Giovanni
Vivenzio scrisse un rapporto
su tali fenomeni e sottolineò come le scosse sismiche avessero dato luogo alla formazione di
circa cinquanta laghi.
Nella relazione della commissione sismologica presieduta da Michele Sarconi si dava conto di
alcune pianure ricoperte di
crateri circolari, prevalentemente di dimensioni pari a quelle delle ruote di un carro, con una
superficie concava o
convessa e riempiti di sabbia asciutta. Scavando tali crateri, si scoprì che essi avevano la
forma di un imbuto, con la
sabbia umida e sciolta al centro ad indicare l’origine dell’acqua che fuoriusciva (fig. 1). Lo
stesso fenomeno venne
riferito dal vulcanologo, archeologo e diplomatico William D. Hamilton, che fece un viaggio
esplorativo nelle zone
terremotate: “Poco prima di giungere a Rosarno, vicino ad un guado del fiume Mamella
attraversammo una pianura paludosa,
in molti posti della quale mi furono mostrati piccoli crateri nella terra, a forma di cono
rovesciato: essi erano
ricoperti di sabbia, così come il terreno nelle vicinanze. Mi fu detto che, durante il terremoto
del 5 Febbraio, da
ciascuno di questi punti una fontana d’acqua mista a sabbia era stata spinta fino ad un’altezza
considerevole. Parlai
con un contadino qui presente, che era stato ricoperto di acqua e sabbia, ma mi assicurò che non
era caldo come mi era
stato descritto. Egli disse che, prima del suo arrivo, il fiume era in secca, ma subito dopo si
gonfiò di nuovo e
esondò. In seguito, scoprii che lo stesso fenomeno si era verificato in tutti gli altri fiumi
della pianura durante la
formidabile scossa del 5 Febbraio” (W.D. Hamilton, 1783, p.180).
___Salvatore Esposito & Adele
Naddeo
Bibliografia
Sarconi, M. (1784). Istoria de’ fenomeni del tremuoto avvenuto nelle
Calabrie, e nel Valdemone
nell’anno 1783, posta in
luce dalla Reale Accademia delle Scienze, e delle Belle Lettere di Napoli. Napoli:
presso Giuseppe Campo.
Lyell, C. (1830). Principles of geology, being an attempt to explain
the former changes of the
Earth’s surface, by
reference to causes now in operation, vol. 1. London: John Murray, pp. 412-435.
Hamilton, W. (1783). “An Account of the Earthquakes which happened in
Italy from February to May 1783”, Philosophical
Transactions of the Royal Society of London, 73, pp. 169-208.
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