Sismoscopio a pendolo verticale di Nicola Zupo
La catastrofica sequenza sismica che colpì la Calabria e la Sicilia nord-orientale nel 1783
stimolò il medico e
naturalista Nicola Zupo a progettare un nuovo sismoscopio a pendolo, in grado – in principio –
di rivelare anche effetti
di natura elettrica creduti insiti nel sisma. Infatti, come molti scienziati del suo tempo, Zupo
riteneva che
all’origine dei terremoti vi fosse l’elettricismo, ma individuava la sorgente di tale
elettricismo nell’atmosfera delle
Calabrie piuttosto che nelle viscere della Terra (fig. 1). Il suo dispositivo consisteva
essenzialmente in una barra di
ferro lunga tre metri ed appuntita ad entrambe le estremità. I due terzi della barra erano
conficcati nel terreno,
mentre la parte esterna era piegata due volte ad angolo retto in modo da mantenere un piccolo
tratto di essa parallelo
al suolo. Una pallina di piombo di tre libbre era sospesa al tratto orizzontale della barra
mediante un filo di seta, e
la sua estremità inferiore montava un chiodo di ferro in grado, in principio, di tracciare linee
su uno strato
orizzontale ricoperto di cenere. In questo modo era possibile registrare le oscillazioni del
pendolo dovute a
perturbazioni esterne, come le scosse sismiche, e determinarne la direzione. Ulteriori
informazioni sulla direzione
potevano ottenersi grazie ad un sistema di quattro campanelli disposti secondo i quattro punti
dell’orizzonte e
collegati alla pallina da un crine di cavallo. Infine, l’intera sbarra era progettata per
comportarsi come un
parafulmine, in modo da produrre un lampo di elettricità durante il terremoto, circostanza
rivendicata da Zupo e
confermata da Giovanni Vivenzio (fig. 2) nella sua Istoria e teoria de’ tremuoti: “D. Nicola
Zupo di Cosenza, di
professione Medico, ed uomo molto versato nella buona Fisica, persuaso, che la causa de’
Tremuoti esser doveva
l’Elettricità, profondò nella Terra una Spranga di ferro di dodici palmi lunga, ed osservò nel
tempo di molte scosse,
dall’estremità puntuta fuori della Terra un pennello di fuoco Elettrico”.
___Salvatore Esposito & Adele
Naddeo
Bibliografia
Zupo, N. (1784). Riflessioni su le cagioni fisiche dei tremuoti,
accaduti
nelle Calabrie nell’anno
1783. Napoli: presso
Giuseppe Maria Porcelli.
Vivenzio, G. (1783). Istoria e teoria de’ tremuoti in generale ed in
particolare di quelli della
Calabria, e di Messina
del 1783. Napoli: nella Stamperia Regale.
Baratta, M. (1895). “Ricerche storiche sugli apparecchi sismici”,
Annali dell’Ufficio
Centrale Meteorologico e
Geodinamico Italiano, 2. ser., 27(I), pp. 3-37.
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