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SOUTH RISK

From data collection to monitoring intervention. A southern history

Dal Cielo e dalla Terra
Università di Napoli Federico II

Il sismoscopio a pendolo verticale

1784

Incisione

Zupo, N. (1784). Riflessioni su le cagioni fisiche dei tremuoti, accaduti nelle Calabrie nell’anno 1783. Napoli: presso Giuseppe Maria Porcelli.

Crediti: Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele III”, Napoli

Sismoscopio a pendolo verticale di Nicola Zupo


La catastrofica sequenza sismica che colpì la Calabria e la Sicilia nord-orientale nel 1783 stimolò il medico e naturalista Nicola Zupo a progettare un nuovo sismoscopio a pendolo, in grado – in principio – di rivelare anche effetti di natura elettrica creduti insiti nel sisma. Infatti, come molti scienziati del suo tempo, Zupo riteneva che all’origine dei terremoti vi fosse l’elettricismo, ma individuava la sorgente di tale elettricismo nell’atmosfera delle Calabrie piuttosto che nelle viscere della Terra (fig. 1). Il suo dispositivo consisteva essenzialmente in una barra di ferro lunga tre metri ed appuntita ad entrambe le estremità. I due terzi della barra erano conficcati nel terreno, mentre la parte esterna era piegata due volte ad angolo retto in modo da mantenere un piccolo tratto di essa parallelo al suolo. Una pallina di piombo di tre libbre era sospesa al tratto orizzontale della barra mediante un filo di seta, e la sua estremità inferiore montava un chiodo di ferro in grado, in principio, di tracciare linee su uno strato orizzontale ricoperto di cenere. In questo modo era possibile registrare le oscillazioni del pendolo dovute a perturbazioni esterne, come le scosse sismiche, e determinarne la direzione. Ulteriori informazioni sulla direzione potevano ottenersi grazie ad un sistema di quattro campanelli disposti secondo i quattro punti dell’orizzonte e collegati alla pallina da un crine di cavallo. Infine, l’intera sbarra era progettata per comportarsi come un parafulmine, in modo da produrre un lampo di elettricità durante il terremoto, circostanza rivendicata da Zupo e confermata da Giovanni Vivenzio (fig. 2) nella sua Istoria e teoria de’ tremuoti: “D. Nicola Zupo di Cosenza, di professione Medico, ed uomo molto versato nella buona Fisica, persuaso, che la causa de’ Tremuoti esser doveva l’Elettricità, profondò nella Terra una Spranga di ferro di dodici palmi lunga, ed osservò nel tempo di molte scosse, dall’estremità puntuta fuori della Terra un pennello di fuoco Elettrico”.

___Salvatore Esposito & Adele Naddeo

Bibliografia

  • Zupo, N. (1784). Riflessioni su le cagioni fisiche dei tremuoti, accaduti nelle Calabrie nell’anno 1783. Napoli: presso Giuseppe Maria Porcelli.
  • Vivenzio, G. (1783). Istoria e teoria de’ tremuoti in generale ed in particolare di quelli della Calabria, e di Messina del 1783. Napoli: nella Stamperia Regale.
  • Baratta, M. (1895). “Ricerche storiche sugli apparecchi sismici”, Annali dell’Ufficio Centrale Meteorologico e Geodinamico Italiano, 2. ser., 27(I), pp. 3-37.
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