Osservazioni e misure nel Real
Gabinetto Fisico
di Napoli
A partire dal 1840, una estesa attività di osservazioni riguardanti principalmente la
meteorologia e la geodesia fu
condotta all’interno del Real Gabinetto Fisico, situato al secondo piano del Palazzo
Reale di
Napoli. La sua
costituzione risale ad alcuni decenni prima, ma un ingente numero di apparati e
strumenti fu
commissionato proprio in
questo periodo ai più noti costruttori dell’epoca, per cui il significativo aumento
delle
dotazioni del Real Gabinetto
Fisico permise l’avvio di una accurata campagna di osservazioni non solo meteorologiche.
Molti termometri e barometri erano ivi disponibili per misure di temperatura e
pressione, tra
cui un barometro di Fortin
e un barometro aneroide. Lo strumento di Fortin è una versione tecnicamente migliorata
del
barometro a mercurio di
Torricelli, con il contenitore del mercurio formato da un sacchetto di pelle deformabile
posto
all’interno di un
serbatoio cilindrico: il livello inferiore del mercurio può essere regolato tramite un
martinetto a vite fino a
coincidere con un segno di riferimento. Misure di umidità dell’aria venivano poi
eseguite con
gli igrometri, utilizzando
in particolare l'igrometro a capello di de Saussure (fig. 1). Il suo funzionamento si
basa sulla
proprietà dei capelli
di assorbire il vapore acqueo e di variare la propria lunghezza in corrispondenza delle
variazioni di umidità dell'aria.
Per quanto riguarda le operazioni geodetiche, nel Real Gabinetto Fisico di Napoli vi
erano a
disposizione diverse
bussole. Le misure di inclinazione magnetica terrestre (ovvero dell'angolo tra la
direzione del
campo magnetico
terrestre e il piano dell'orizzonte) venivano effettuate con una bussola di inclinazione
di
Gambey (fig. 2), costituita
da un ago magnetico lungo ventiquattro centimetri, libero di ruotare attorno a un asse
orizzontale all'interno di un
cerchio verticale graduato. A sua volta, questo cerchio era fissato a un supporto di
ottone,
dotato di una livella a
bolla e in grado di ruotare attorno a un asse verticale.
L’aumento a ritmo costante della collezione di strumenti del Gabinetto Reale, la
manutenzione
continua dei suoi
strumenti e apparati, nonché l’ampia attività scientifica ivi condotta testimoniano il
ruolo di
primo piano che tale
istituzione ebbe nel panorama scientifico napoletano, nell’arco temporale dal 1840 al
1860,
quando l’entrata di
Garibaldi a Napoli pose fine al Regno delle Due Sicilie.
___Salvatore Esposito & Adele
Naddeo
Bibliografia
Schettino, E. & Spadaccini, R. (eds.) (1995), Le Macchine del
Re. La
collezione Reale nel Museo del Dipartimento di
Scienze Fisiche. Napoli: Archivio di Stato.
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